Presto operativa la nuova legge su dolore cronico
Venerdì 09 Dicembre 2011 12:13

Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale Terapia del dolore e Cure Palliative e Marco Filippini, farmacista e manager in ambito farmaceutico, si esprimono in merito.

Un italiano su quattro è afflitto da dolore cronico. Gli anziani sono la categoria che ne soffre maggiormente (il 75%). La perdita annua è di oltre tre milioni di ore lavorative e i costi sanitari di due miliardi di euro. Nel 2010 si è però compiuto un passo storico: la legge 38 per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. "Una legge che parla di tutela, garanzia e per la prima volta anche dignità -  ha sottolineato Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale Terapia del dolore e Cure Palliative -.

Gli strumenti tecnico-burocratici per renderla operativa sono quasi completati, resta da approvare il documento sui requisiti minimi di accreditamento delle due reti territoriali (cure palliative e terapia del dolore), appena presentato il 24 novembre alla Conferenza Stato Regioni e per il quale è stato espresso compiacimento. Ora si tratterà di applicarla pienamente e i problemi sono formazione degli operatori, appropriatezza delle prescrizioni, informazione della popolazione sul diritto a veder curato il dolore, sancito fino dagli anni Ottanta dall'Oms". Di fondo c'è da proseguire il cammino verso un cambiamento culturale che "è ancora difficile da vedere. La legge, che è sicuramente la più avanzata in Europa poiché sancisce per la prima volta un diritto, è un punto di arrivo, ma anche di partenza" ha sottolineato Marco Filippini, farmacista e manager in ambito farmaceutico.  "Le innovazioni della legge sono numerose: dalle reti separate di assistenza per il dolore e per le cure palliative all'obbligo di trattare tutti, compresi bambini e anziani, dalla misurazione e registrazione in cartella clinica alla semplificazione della prescrizione di oppioidi. Ma ora bisognerà vedere come verrà applicata - ha continuato Filippini -. E' per esempio positivo che ci sia stato un leggero aumento della prescrizione di oppiacei, con un consumo procapite di quelli forti passato da 0,9 euro nel 2010 a 1,11 nel 2011, l'Italia resta però in fondo in questo campo".

 

Fonte QuotidianoSanita.it

 

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